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34 commenti:

Salve, ho appena letto la sua email sull'aprassia e l'emiplegia destra, mia mamma ha lo stesso problema ma mi chiedevo come fare questo test sull'aprassia visto che con la sinistra ripete i gesti che le faccio fare ma con la destra non si può muovere?
Cordialità, Silvia

Cara Silvia, il test che hai letto in una delle email della newsletter va fatto eseguire con l'arto sinistro nell'emiplegia destra, in quanto il destro presenterà con tutte probabilità problemi di movimento. Questo test ci fa rendere conto delle difficoltà di organizzare il movimento anche sull'arto che apparentemente non è colpito dalla lesione, ma che in realtà per essere mosso ha bisogno dei processi cognitivi che sono stati alterati dalla lesione cerebrale. ciao

Ciao Valerio, mio marito ha esiti di ictus , emiplegia dx e afasia , evento. Giugno 2012, gli hanno consigliato la neurocognitiva , ti premetto che mio marito con me non li vuole fare gli esercizi....come si può fare ? Mi spiegi come dovremo procedere x fare questa terapia,inoltre fino ad ora gli hanno fatto una terapia errata ,perché il braccio presenta dolore e ipertono..grazie Francesca

Cara Francesca, mi hanno detto dal servizio clienti che vi siete già messi in contatto e ti hanno già spiegato come fare, ci vediamo prossimamente
a presto

Ciao Valerio,mio padre ha avuto un ictus il giorno 8 agosto 2012,con emiplegia dx.
Ad oggi abbiamo visto un po' di miglioramento,ma niente che riguardasse il braccio.
Ho visto che ci sono delle video guide per l'emiplegia sx ma non per la dx (o sono stato io poco attento).
Vorrei fare degli esercizi adeguati ma non so come,potresti aiutarmi?
Grazie Rocco

Caro Rocco, sono passati pochi mesi è ancora un buon periodo per migliorare la situazione.
La video Guida per l'emiplegia destra è pronta
QUI
Se puoi dedicare a tuo padre almeno un'ora al giorno più essere un ottimo contributo per il recupero, in ogni modo possiamo sentirci a voce per definire se ci sono i presupposti per il lavoro in famiglia.
a presto

buongiorno Valerio
mia mamma ha avuto un ictus pochi gioni fa, il 16 settembre, ha 81 anni era ed è rimasta molto lucida ma ha tutta la parte sinistra bloccata e insensibile, inoltre gli è stata riscontrata una brutta polmonite che la sta debilitando.
Ieri è stata dimessa dallo stroke, la dottoressa mi ha detto che in generale la situazione si è stabilizzata (polmonite a parte) e che la lesione è abbastanza piccola tanto che si aspettavano dei piccoli movimenti spontanei che non ci sono stati e quindi non si possono pronunciare su una possibile ripresa.
Vorrei sapere se è veramente possibile fare una valutazione in questo modo oppure se ci sono ancora possibilità di una buona ripresa.

Grazie

Cara Nadia, sono passati pochi giorni dall'ictus di tua mamma, è ancora un buon periodo per migliorare, con una buona riabilitazione è sempre possibile migliorare la situazione, qualsiasi sia la situazione ragionate per tappe, una alla volta.

Buongiorno Valerio, circa 50 giorni fa mia sorella di 70 anni ha avuto una ESA seguita da idrocefalo acuto e coma. E' stata operata mediante embolizzazione di due aneurismi di modeste dimensioni (uno sanguinante e uno no). Ad oggi ha fatto molti progressi, è sveglia, parla, legge, scrive, sta facendo rieducazione motoria (non presenta paresi) comincia a camminare. Lamenta di sentirsi debolissima e di non capire molte cose, inoltre presenta una inappetenza che sembra invincibile, a momenti, lamenta di sentire nausea e che i sapori sono diversi, o cattivi. Insieme a consapevolezza del suo stato "anomalo" e a ragionamenti sensati ed espressi con proprietà di linguaggio, mostra anche idee strane, disorientamento temporale, perdita di memoria a breve termine e di parti o alcuni fatti di quella a lungo termine. E' possibile "rieducare" la memoria ? E' possibile che la forte inappetenza sia il sintomo di un danno neurologico? Ci è stato detto che è presto per valutare i danni, ma è vero? Quando si può e si deve iniziare una rieducazione anche cognitiva? Grazie
Sandra

Cara Sandra, scusa il ritardo, la riabilitazione neurocognitiva deve partire il prima possibile e la memoria è uno degli aspetti che si prefigge di recuperare, infatti il movimento e l'apprendimento sono strettamente legati alla memoria, stessa cosa per il ragionamento razionale e la pianificazione del movimento. Il discorso del gusto è perchè probabilmente la zona di lesione ha coinvolto anche il lobo temporale

gentile Dottor Sarmati,
mio padre ha avuto un'emorragia cerebrale domenica 24 agosto e dopo essere stato in coma farmacologico per una decina di giorni, i medici hanno provato il "risveglio". All'inizio nella prima settimana era ancora in coma, poi è entrato per qualche giorno in uno stato vegetativo in cui apriva gli occhi e strigeva anche la mano a chi era vicino mostrando anche segni di dolore o fastidio. Ma adesso è tornato in coma e ha avuto anche febbre alta. Da alcuni giorni la febbre si è abbassata (37,5-38), ma resta la ventilazione artificiale e il pericolo di un idrocefalo, tenuto sotto controllo dal drenaggio. Secondo Lei ci sono ancora possibilità di un recupero? I medici che sento giornalmente sono assolutamente pessimisti...
Maria

Cara Maria,
si tratta di situazioni che è molto difficile da prevedere, tanto dipende dalla reazione del paziente, nella mia posizione posso solo incrociare le dita insieme a voi e augurandomi che presto faccia parte di quella cerchi di pazienti che si sono risvegliati ed hanno cominciato il loro cammino di riabilitazione. a presto

Buona sera dott. Sarmati Sono la mamma di un bambino di sette anni con emiplegia sx dalka nascita,fa fisioterapia e logopedia, mi potrebbe condigliare un buon centro, professionisti che mi aiutino a seguire il mio bambino sotto tutti gli aspetti quindi anvhe la crescita scolastica.
Noi siamo residenti a l' Aquila ma ovviamente per lui andrei in capo al mondo

Cara Speranza, capisco l'esigenza di avere un approccio multidisciplinare al problema del tuo piccolo che coinvolga anche la sfera scolastica, ti posso dire che dal punto di vista riabilitativo quello che facciamo noi è insegnare ai familiari come eseguire la riabilitazione in casa, collaboro con una collega che si occupa di bambini ed intanto potrebbe essere un aspetto da poter affrontare

Ho 78 anni ,peso 70 Kg alto 178, ed interessato da varie patologie quali;Diabete(da circa 30 anni),operato 6 anni fa al cuore con tre by pas,prostata ingrossata come pure la tiroide.
Queste sono le principali.
Ex fumatore e l’ultima sigaretta risale all’anno 1983, ex docente,ex architetto.
Dal novembre 2014 sono stato interessato da un severo raffreddore allergico che ancora mi tracino
Tuttavia dal dicembre del 2014 ho notato dei fenomeni “strani” e cioè un parlare nasale,difficoltà nel deglutire,abbassamento dell’udito e stanchezza con crampi alla mattina nei polpacci. Ho fatto dell’atletica(60 anni fa),ora non più, e il movimento è poco e cammino pochissimo.
Per un controllo sanitario il mio medico mi ha prescritto di effettuare varie TAC ed infine una risonanza magnetica ANGIO RM CRANIO DISTRETTO VASCOLARE INTRACRANICOe che riporto puntuale il referto
“Esame effettuato con scansioni coronali ( tecnica PC 2D) e con scansioni assiali ( tecnica TOF 3D) che permettono ricostruzioni verticali con rotazione e compattazione delle immagini sul piano assiale.
Modesti segni di angiosclerosi diffusa con decorso tortuoso ed irregolarità dei profili di entrambi i sifoni carotidei.
Regolare la morfologia ed il segnale di flusso delle arterie cerebrali anteriori e medie.
Nella norma anche il tronco dell'arteria basilare (che risulta scoliotico su base ateromasica) e le arterie cerebrali posteriori.
Non sono apprezzabili immagini riferibili a malformazioni vascolari intracraniche.
Successivamente sono state eseguite scansioni assiali pesate in T2 e FLAIR che hanno esplorato l'encefalo .
Piccole ma numerose lesioni di natura cicatriziale post-ischemica si localizzano nei centri semiovali, in sede periventricolare ed a livello della giunzione cortico-midollare biemisferica. Piccoli e sporadici analoghi reperti anche nei nuclei grigi della base. Analoghi reperti, meno numerosi, si apprezzano anche nel ponte, bilateralmente. li danno anatomico si accompagna a modesto ampliamento del sistema ventricolare e dei solchi encefalici su base atrofica.
Regolari gli angoli pontocerebrari e l'ampiezza dei canali acustici interni.
Marcata flogosi delle mucose che tappezzano i seni mascellari, le cellette etmoidali ed i seni sfenoidali.
Ipertrofia dei turbinati nasali inferiori e prevalente a sinistra con setto nasale deviato a destra
A parte l’età ho ancora voglia di vivere e il mio cruccio è il parlare nasale( facevo conferenze e questo mi impedisce dal proseguire) C’è una speranza che possa risolvere il problema queso strano modo del parlare?Grazie
Antonio

Caro Antonio, continua con le tue conferenze, nonostante il cambio della voce che sicuramente tu da dentro percepisci maggiore di quanto non lo sia, gli ascoltatori si concentreranno sui tuoi contenuti, come fa chi ascolta Stephen Hawking quando parla con il sintetizzatore vocale.

Mio consuocero ha avuto 7 mesi fa' emorragia non operabile......dopo coma è stato portato in un centro di recupero...capisce ma ha problemi di respirazione e non inghiottisce , ha la peg.Potrebbe recuperare la respirazione almeno ?

Cara Rossana, ce lo auguriamo, in genere è un aspetto che si recupera, con il tempo e con attenzione da parte del personale

Buongiorno,
mia mamma un anno fa ha avuto un ictus che l'ha resa afasica.
Dopo un anno di terapia dal logopedista non ha recuperato molto.
Inoltre cerca di farci capire che si sente molto confusa.
è sempre stanca,depressa e arrabbiata e si affatica a fare cose normali, come stendere, stirare o fare la spesa.
oltre a questa terapia con il logopedista, non abbiamo fatto altro.
secondo lei possiamo fare di più per farle recuperare un pò di lucidità?
grazie
Stefania

Cara Stefania
si certo, continuare il lavoro in famiglia vi permette di dare continuità e quantità al lavoro già fatto dai professionisti

Buonasera, mio padre ha avuto un'emorragia cerebrale tre settimane fa. Ora è in riabilitazione, e i medici dicono che ha i sintomi dell'anosognosia. Essendo già di carattere poco collaborativo, fatica a comprendere l'importanza delle terapie riabilitative e temo che questa cosa possa costargli molto in termini di tempo e qualità del recupero. Secondo lei è opportuno fargli leggere il significato di anosognosia in modo che si renda più conto della patologia? I sintomi passano con il graduale miglioramento o segue percorsi e tempistiche diverse? Grazie per la sua attenzione e per condividere la sua esperienza. Claudio

Caro Claudio, certamente in caso di anosognosia è d'obbligo aiutare il paziente di essere cosciente delle sue difficoltà e del suo problema, sempre in maniera molto delicata e coscienziosa, dubito purtroppo che leggere le informazioni sull'anosognosia possano aiutarlo a prenderne coscienza, ma sicuramente gliene puoi parlare, considera che chi non è cosciente ha sempre una spiegazione pronta quindi devi avere tu molta lucidità quando tratti l'argomento

Dottore voglio pure io i dvd pero non posso fare donazione tramite internet.comme posso fare? Soni di roma

Cara Rossana, puoi chiamare direttamente il numero verde dell'associazione allo 800864671 a presto

Buon pomeriggio dottore,gentilmente vorrei un suo parere.mi padre ha avuto un ictus l'8 ottobre 2015,ha 67 anni e purtroppo al momemrnto dell'attacco era da solo in casa ed è rimasto a terra,immobile per più di 9 ore,è stato poi soccorso e portato in terapia intensiva,questa è la diagnosi : emiparesi sinistra da infarto rosso temporo-insulare e parietale destro.encefalopatia multinfartuale.ipertensione arteriosa.Diabete mellito.pregresso IMA,tabagismo. di conseguena si è ritrovato la parte sinistra del corpo paralizzata.in oltre mio padre da più di dieci anni aveva scoperto di avere un arteria del cuore ostruita,noi famigliari ne eravamo all'oscuro.ora lui è in una clinica di riabilitazione,ha recuperato in parte la gamba ed il braccio,la mano per il momento no.riesce in alcuni giorni a camminare.il punto è ke il neurologo della struttura,dopo un ultima tac effettuata a gennaio,ci ha detto ke mio padre ha ancora l'emorragia ferma e ke il sangue nn si è assorbito per niente e che resterà demente al 90%.io ora mi kiedo,ma è possibile che non si possa fare nulla per far assorbire questa emorraggia,si potrebbe intervenire chirurgicamente?la situazione è critica perchè mio padre ha tanti momenti di lucidità e momenti che piange vedendosi in questa condizione.lui è sempre stato un uomo forte e pieno di vita ed ora è copletamente l'opposto,soffre d'ansia e piange sempre.spero tanto che lei mi possa dare delle risposte e la ringrazio in anticipo per la sua attenzione.

Buonasera dottore , mio padre qualche gg fa ha avuto una emorragia cerebrale, premesso che nonostante l eta fino al gg prima era autosufficiente e non soffriva di nulla di grave , adesso e ricoverato da 4 gg all humanitas di rozzano dove e tenuto monitorato , lui adesso risponde sensatamente anche se sono 6 gg che non si alza dal letto , oggi la dottoressa responsabile ha fatyo un ragionemento tipo " l eta , quello che ha avuto , ect" parlava gia di sedia a rotelle , di assistenza , di riabilitazione da valutare .....a me e sembrato un po presto e sopratutto sbrigativa .....sopratutto in merito al valutare la riabilitazone ....mio padre il gg che e stato male non e scedo in lettiga ma a piedi aiutato dai lettighieri.....a lui non si e bloccato nulla eccezion fatta per i gg di letto

BBuonasera caro Dottore. Mio padre ha 67 anni, soffre di insufficienza renale cronica all ultimo stadio, quasi da dialisi e di ipertensione arteriosa. Il 5 dicembre è stato trasportato d urgenza al pronto soccorso di Sassari per emorragia cerebrale. È stato operato d urgenza, i medici ci hanno comunicato che era già in uno stato comatoso al suo ingresso in ospedale in una condizione grave per due ematomi.È rimasto sempre in coma e i medici ci dicevano solo che il suo stato è stazionario. Il 22 dicembre, grazie ad alcune sollecitazioni, siamo riusciti ad avere il risultato di una tac fatta la mattina stessa. Il referto afferma : emorragia cerebrale intraparenchimale spontanea. Riduzione di densità della quota ematica dell ematoma intraparenchimale a dx. Non più riconoscibile ematoma sottodurale in sede temporale a dx. Permane effetto massa con spianamento diffuso dei solchi della convessità e depiazzamento verso sinistra delle strutture mediane con reperto sostanzialmente invariato.
Io sono una ragazza di 24 anni e sono molto spaventata da tutta questa situazione. Ho tanta paura che mio padre possa lasciarmi. Ad oggi è ancora in coma, non da segni di miglioramenti. Per due giorni ha aperto gli occhi nonostante fosse ancora in coma ma poi li ha rinchiusi. Muove le palpebre quando sente la mia voce e quella dei miei familiari, se gli viene sollecitato il piede da un movimento di scatto e ora ha iniziato da qualche giorno a muovere la testa anche se minimamente. Spesso mi capita di notare che, quando gli parlo, ha tipo dei rigurgiti che però non riesce. Come se volesse dare cenno di qualcosa ma senza riuscirci. I medici dicono che hanno poche speranze che lui si risvegli e che, se anche fosse, avrebbe delle lesioni molto gravi all emisfero destro. Se lei, caro medico, potesse rispondermi e rassicurarami su qualcosa io le sarei molto grata dal profondo del cuore. Non è che non mi fido di chi ha in cura mio padre, ma da 24 gg non ci sono stati miglioramenti e io vedo tanta superficialità e nessun tatto nel dire che probabilmente lui non si sveglierà. Il suo tronco encefalico non ha subito lesioni. La quota ematica che su è riversata ha creato però molti danni. È possibile che non si possa recuperare? Non si può fare niente affinché si risvegli dal cona? Se si risvegliasse si potrebbe intervenire con tracheotomia e peg e già si potrebbe parlare di riabilitazione. Ma lui giace in un sonno profondo e io non so più cosa pensare. Grazie di cuore in anticipo

Ciao non sono un medico scusa che mi sono intromesso nella tua vita privata .io lo stesso problema mio fratello preso aneurisma celebrale destra destra. Operato messo la clip chiuso aneurisma chiusa emorragia.dopo 4 mesi di calvario si e svegliato 54 anni..... A noi dicevano che non si sarebbe svegliato x emorragia importante che aveva .ti dico da fratello io o sempre creduto che lui prima o poi si svegliasse .io e mia sorella tutti i giorni prima che di svegliasse gli mettavamo musica e lo chiamevamo dicendogli apri gli occhi svegliati e cosi ecc.ecc .ad oggi e svegli stabile fatto trachetomia e peg per nutrirsi.ogni tanto capisce tutto qualche volta e nel suo mondo.il cammino e ancora. Lungo lungo almeno 2 anni di pazienza e riabilitazione .quindi devi aver pazienza e dedicarti più a lui sempre così. Riesci ad arrivare al traguardo .a dimenticavo più. Amore ci metti più. Loro pazienti reagiscono .la presenza e importantissima scusa che mi son permesso saluti da Saluzzo .

buon giorno dottor sarmati mi chiamo clementoni marcello ho avuto un ictus emorragico nella zona pontina nel gennaio 2016 sto facendo riabilitazione ma da circa un mese mi sento piu rigidi l"ARTO SUPERIORE E LA GAMBA Sinistra e anche mi sta dando fastidio e dolore alla spalla sinistra vorrei se possibile alcuni consigli da lei e alcuni chiarimenti mi scusi se mi esprimo male grazie anticipatamente il mio cellulare e 3711653648 grazie di cuore comunque ho 63 anni

Salve, la contatto per sapere se i corsi di formazione sul metodo Perfetti possono essere seguiti anche da studenti di Fisioterapia(io sto per cominciare il terzo anno). Nel caso fosse possibile,come funziona con i crediti ECM? Cioè,pur essendo studente, possono venirmi assegnati i crediti?

Per informazioni sui corsi e le iscrizioni per studenti ti consiglio di contattare direttamente i provider organizzatori, trovi la lista in questa paginaCorsi

Caro Dott. Sarmati, Mi chiamo Alicia e ho 62 anni. Nel 1980 mi fu scoperta una MAV nella zona fronte parietale destra e allora mi fu fatta una embolizazione in Canada da Dr. Allan Fox- Persona straordinaria e medico bravissimo. Non poté continuare l'anno dopo per la difficoltà nel trattare il mio caso. Mi consigliò di aspettare a una tecnologia più avanzata visto che trattare la mia MAV era molto difficile. Fui visitata anche dal neurochirurgo Charles Drake il quale si rifiutò di operarmi vista la mia giovane età e niente sanguinamento, perciò il rischio era troppo grosso e inutile. Anche lui disse che era un caso molto difficile e pericoloso. Stessa cosa mi disse il Dott. Charles Drake, allora considerato il migliore neurochirurgo al mondo, il quale mi disse che vista la mia giovane età (allora avevo 26 anni),Idem il Dott. Steiner del Karolinska Istitute in Svezia. Venne in Perù per conoscermi e parlare della possibilità di praticare il Gamma Knife ma anche lui, guardando le immagini, me lo sconsigliò. Insomma, sono andata avanti così, con una MAV "intrattabile". Nel 2013 ebbe una emorragia cerebrale, mi fu data la morfina e miei medici mi dissero che era meglio aspettare ancora. To make the long story short, mi hanno embolizata altre 6 volte e la fisioterapia è stata tanta. Nel 2014 cominciai a camminare, avevo una emiparesi nel lato sinistro, problemi con il tempo e spazio temporale (credo si dice così) e afasia. Ancora fisioterapia e logopedia. Purtroppo la mia fisioterapista non fece delle cose molto importanti per poter camminare bene (era sempre al cellulare) come "manovrare la mia caviglia sinistra- Pensi che la prima volta che sentì la frase "piede a martello" fu l'anno scorso quando andai in una struttura diversa dove i terapisti ci misero un mese a correggere gli errori fatti. Usci camminando meglio e molti dolori cominciarono a scomparire, ma non del tutto. Adesso sto cercando di entrare nuovamente in una struttura per fare un "intensivo" di riabilitazione perché il motivo principale dei miei dolori sono la stampella che adopero con il braccio destro, dopo la settima embolizazione e due ischemie durante l'intervento. Anche se questo radio-chirurgo vorrebbe continuare ad embolizzarmi ho deciso di dare ascolto ai miei medici, compreso quello del Canada, che sconsiglia altri interventi perché ogni volta che il mio cervello "viene toccato" i rischi sono enormi e non ne vale la pena. Inoltre, finita la settima embolizazione il medico, con l'equipe, usci dalla sala operatoria dicendo a mio marito: "Io non la tocco più" e il gamma knife non è consigliabe perché l'edema intorno alla mav è molto esteso. Poco tempo fa una dottoressa del equipe mi disse al telefono che "mi pensavano sempre" e che il professore voleva fare ALTRE embolizazioni...più di una perché se non facevano così tutte le altre sarebbero state inutili. Ho chiesto di parlare con lui, personalmente, per capire il perché ha cambiato idea così radicalmente. Ha visto qualcosa nelle ultime immagini? Mi ha detto che lui stava per tornare (vive all'estero, ma in Europa) e che mi avrebbe contattata presto ma NIENTE. Non si sono fatti più vivi e questo mi dispiace perché misi nelle loro mani la mia vita, e niente, non si sono fatti più vivi. Motivo per il quale ho detto: "Basta, mi tengo la mia mav e quando esploderà, esploderà.

Caro Dott. Sarmati, Mi chiamo Alicia e ho 62 anni. Nel 1980 mi fu scoperta una MAV nella zona fronte parietale destra e allora mi fu fatta una embolizazione in Canada da Dr. Allan Fox- Persona straordinaria e medico bravissimo. Non poté continuare l'anno dopo per la difficoltà nel trattare il mio caso. Mi consigliò di aspettare a una tecnologia più avanzata visto che trattare la mia MAV era molto difficile. Fui visitata anche dal neurochirurgo Charles Drake il quale si rifiutò di operarmi vista la mia giovane età e niente sanguinamento, perciò il rischio era troppo grosso e inutile. Anche lui disse che era un caso molto difficile e pericoloso. Stessa cosa mi disse il Dott. Charles Drake, allora considerato il migliore neurochirurgo al mondo, il quale mi disse che vista la mia giovane età (allora avevo 26 anni),Idem il Dott. Steiner del Karolinska Istitute in Svezia. Venne in Perù per conoscermi e parlare della possibilità di praticare il Gamma Knife ma anche lui, guardando le immagini, me lo sconsigliò. Insomma, sono andata avanti così, con una MAV "intrattabile". Nel 2013 ebbe una emorragia cerebrale, mi fu data la morfina e miei medici mi dissero che era meglio aspettare ancora. To make the long story short, mi hanno embolizata altre 6 volte e la fisioterapia è stata tanta. Nel 2014 cominciai a camminare, avevo una emiparesi nel lato sinistro, problemi con il tempo e spazio temporale (credo si dice così) e afasia. Ancora fisioterapia e logopedia. Purtroppo la mia fisioterapista non fece delle cose molto importanti per poter camminare bene (era sempre al cellulare) come "manovrare la mia caviglia sinistra- Pensi che la prima volta che sentì la frase "piede a martello" fu l'anno scorso quando andai in una struttura diversa dove i terapisti ci misero un mese a correggere gli errori fatti. Usci camminando meglio e molti dolori cominciarono a scomparire, ma non del tutto. Adesso sto cercando di entrare nuovamente in una struttura per fare un "intensivo" di riabilitazione perché il motivo principale dei miei dolori sono la stampella che adopero con il braccio destro, dopo la settima embolizazione e due ischemie durante l'intervento. Anche se questo radio-chirurgo vorrebbe continuare ad embolizzarmi ho deciso di dare ascolto ai miei medici, compreso quello del Canada, che sconsiglia altri interventi perché ogni volta che il mio cervello "viene toccato" i rischi sono enormi e non ne vale la pena. Inoltre, finita la settima embolizazione il medico, con l'equipe, usci dalla sala operatoria dicendo a mio marito: "Io non la tocco più" e il gamma knife non è consigliabe perché l'edema intorno alla mav è molto esteso. Poco tempo fa una dottoressa del equipe mi disse al telefono che "mi pensavano sempre" e che il professore voleva fare ALTRE embolizazioni...più di una perché se non facevano così tutte le altre sarebbero state inutili. Ho chiesto di parlare con lui, personalmente, per capire il perché ha cambiato idea così radicalmente. Ha visto qualcosa nelle ultime immagini? Mi ha detto che lui stava per tornare (vive all'estero, ma in Europa) e che mi avrebbe contattata presto ma NIENTE. Non si sono fatti più vivi e questo mi dispiace perché misi nelle loro mani la mia vita, e niente, non si sono fatti più vivi. Motivo per il quale ho detto: "Basta, mi tengo la mia mav e quando esploderà,

Continuo:
Perché scrivo tutto questo? Ho trovato dei terapisti stupendi e umani con i quali ho un rapporto bellissimo. Credo che questo sia importante, e mi incoraggiano. Faccio piscina, kinesi e tra non molto inizierò a fare la posturale. Ma la cosa più importante è la mia tenacia e l'ALLEGRIA che mi ha sempre caratterizzato. Quando uscì su una sedia a rotelle dopo l'ultima embo, dopo essere entrata camminando benissimo per me fu uno shock spaventoso e piangevo quando mi rese conto che non potevo più camminare. Le persone del reparto dove ero mi ripetevano: "Guinea, ti abbiamo visto peggio, ma la tua allegria, forza e tenacia ti hanno sempre salvata. A queste cose aggiungerei la parola "auto-ironia". Ammetto che delle volte è difficile andare avanti MA...se ritrovo queste cose allora tutto è più semplice. Questo è il consiglio che io do a tutte le persone. Adesso, per la prima volta, sto anche pensando di viaggiare e andare in Perù per vedere la mia famiglia e amici, cosa che fino a poco fa non volevo perché pensavo: " Ma una volta l' che faccio? Sono auto sufficiente per mangiare, farmi la doccia e vestirmi ma uscire da sola? Adesso ho un'altra volta l'allegria e la speranza. Un caro saluto. Alicia

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