CHI SIAMO

Il mio nome è Valerio Sarmati e mi occupo di Riabilitazione Neurologica post-ictus.
Ritengo che la riabilitazione post ictus sia il campo più affascinante della riabilitazione perché permette di accedere alla comprensione del funzionamento del nostro cervello.
Un ictus cerebrale determina  l’alterazione del comportamento, della percezione, dell’attenzione della capacità di apprendere e di conseguenza determina l’alterazione del movimento.
E’ di enorme soddisfazione inoltre ricostruire il movimento proprio attraverso la riattivazione dei processi cognitivi alterati dall’ictus.

La complessità del nostro sistema nervoso centrale oltre a renderne affascinante la cura, la rende anche controversa, infatti le proposte riabilitative che comunemente vengono offerte nei confronti della riabilitazione dell’ictus presentano molte contraddizioni tra loro.
Nella peggiore delle eventualità, dopo un ictus la riabilitazione viene indirizzata nei confronti dei muscoli e non sulle funzioni del cervello che sono state alterate dalla lesione, questo limita le possibilità di recupero del paziente determinando inoltre un peggioramento della spasticità.

In realtà la paralisi che si manifesta in seguito ad un ictus (emiplegia), è il risultato dell’alterazione delle funzioni cognitive del paziente e non di un problema dei muscoli.
Nel panorama scientifico, negli ultimi decenni sono state condotte numerose ricerche sulle funzioni cognitive ed alcune di queste, che hanno avuto un impatto rivoluzionario nel mondo della riabilitazione post ictus, hanno dimostrato l’intima partecipazione dei processi cognitivi alla costruzione del movimento.

Queste scoperte vennero tradotte in riabilitazione ed arricchite da straordinarie intuizioni dal genio italiano del Prof. Carlo Perfetti che sin dagli anni ’60 ha posto le basi per rivoluzionare il mondo della riabilitazione post-ictus, con quella che oggi viene definita Riabilitazione Neurocognitiva, conosciuta anche come Metodo Perfetti ed Esercizio Terapeutico conoscitivo.

Il Prof. Carlo Perfetti fu il primo ad individuare la necessità di riattivare i processi cognitivi per ottenere un recupero di qualità e ad individuare il modo di costruire esercizi che permettessero tale riattivazione.

Personalmente ho avuto la fortuna di conoscere durante il mio cammino Universitario ottimi docenti di Riabilitazione Neurocognitiva che mi hanno permesso di apprezzare al meglio il ragionamento logico che la sorregge, la stessa Università dove ho il piacere di insegnare Riabilitazione Neurotraumatologica.
Inoltre ho avuto l’onore di lavorare nella clinica diretta dal Prof. Perfetti per diversi anni, questa ha rappresentato una esperienza impagabile dal punto di vista umano e scientifico.

Tuttavia, in ambito medico, esistono ancora molte resistenze nell’abbracciare questo metodo, per diversi motivi:

1. Perché culturalmente è più facile indirizzare i trattamenti su ciò che si vede come muscoli e spasticità piuttosto che sulle funzioni cerebrali impalpabili ed ancora poco conosciute.

2. Perchè spesso gli obiettivi delle cliniche non coincidono con gli obiettivi dei pazienti e quindi i servizi offerti non corrispondono alle esigenze dei malati

3. Perchè le rivoluzioni scientifiche da sempre suscitano il timore del cambiamento ed hanno bisogno di tempo.

Per questo se l’indubbio fascino e mistero legato al funzionamento del cervello, mi spinge ogni giorno verso lo studio della cura degli esiti di ictus, le controversie scientifiche che pongono dei freni allo sviluppo della riabilitazione neurocognitiva, mi spingono sempre di più a portare avanti il delicato progetto della riabilitazione dell'ictus in famiglia”.

Cosa significa riabilitazione dell'ictus in famiglia?

Consiste nel rendere consapevoli i familiari di chi ha subito un ictus sui reali problemi e necessità del loro caro e renderli abili ed indipendenti nell’eseguire gli esercizi più efficaci di riabilitazione neurocognitiva.
Proprio perchè spesso non viene proposta nelle strutture post-ictus e molti professionisti anche nei trattamenti privati dopo le degenze nelle cliniche, propongono modalità di riabilitazione non adatte alle reali necessità di un paziente che ha subito un danno cerebrale, come il rinforzo muscolare e la stimolazione dei riflessi.

Per questo credo nelle grandi potenzialità della famiglia che oltre ad avere la necessità di partecipare attivamente al recupero post-ictus, ne ha la capacità. 
Sono rimasto spesso impressionato dalla capacità di alcuni familiari di apprendere in breve tempo ed applicare in modo davvero accurato e cosciente quello che gli avevo insegnato, pur non essendo loro del mestiere. 
Per questo i risultati non hanno tardato ad arrivare ed hanno reso più solide le basi di questo progetto e lo proiettano nel futuro con ottime prospettive.

Infatti tutto è nato con il servizio di insegnamento in studio, dove incontro pazienti e famiglie ed impostiamo insieme il progetto riabilitativo, insegno gli esercizi per il problema specifico, li mostro, seguo durante l’apprendimento i familiari che diventeranno i miei "colleghi" e registriamo al momento un video dell’incontro per avere una traccia da seguire durante il lavoro in casa.

Queste esperienze poi hanno permesso la creazione di una Video Guida per la riabilitazione in famiglia dove, attraverso numerose ore di video e dispense pratiche, viene mostrato il procedimento di recupero attraverso la riabilitazione neurocognitiva.
Gli esercizi  mostrati e spiegati nella Video Guida sono studiati in modo da poter essere adattati alle singole situazioni, sia per il paziente che ha subito un ictus da pochi giorni, sia per chi lo ha subito già da diversi anni.

Il progetto Riabilitazione Ictus in famiglia mi ha dato l’opportunità di seguire molti pazienti con le loro famiglie ottenendo degli ottimi risultati oltre alla soddisfazione di veder rinascere la speranza di migliorare e la voglia di vivere in persone in cui era stato negato qualsiasi sogno di recupero.

Per iniziare a comprendere meglio il problema dell'ictus ed alcuni esempi di esercizi da fare in casa, ho scritto un piccolo articolo "10 cose da sapere sull'ictus" dove potrai capire cosa evitare e come iniziare a comportarti in caso di ischemia o emorragia cerebrale, per riceverlo è sufficiente indicare qui sotto nome ed email. 
I tuoi dati sono al sicuro.


3 commenti:

Buonasera sono un OSS e lavoro con i disabili fisico motori in una Comunità alloggio a Torino, volevo farle i complimenti perchè ho trovato qui molte informazioni utili descritte in modo semplice e chiaro senza rinunciare ai termini tecnici.

Grazie mille per le tue parole. buon lavoro

Buonasera mia sorella un anno fa ha avuto la rottura di un aneurisma con conseguente vasospasmo e ischemia frontale. Ho letto quello che lei ha scritto circa questo tipo di lesione e ne sono rimasta colpita perché è proprio come è mia sorella adesso e siamo disperati perché non riusciamo a trovare un canale per riuscire a convincerla a collaborare. Si lamenta e basta. Non ha nessun tipo di paralisi ma è anche vero che già soffriva di un altra patologia neurologica ma nonostante questo la sua vita scorreva abbastanza normale. Nessuno sa dirci se potra migliorare e siamo lasciati così in un limbo... la ringrazio se vorrà darmi qualche consiglio
Valeria

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